“Eccedete in gentilezza”: la mia riflessione sullo speech di George Saunders

Su Quattrocchi è la settimana dedicata al tema Make a Difference, che culminerà nella giornata di domani, sabato 26, in quanto si festeggia sempre il quarto sabato di ottobre.

Ecco, fare la differenza con un piccolo gesto quotidiano è un tema sul quale ci sarebbe tanto da scrivere. Le mie riflessioni a riguardo partono da un commencement speech

commencement speech fanno parte della tradizione americana: alla fine dell’anno accademico, un esponente del mondo della cultura tiene un discorso ai laureati. Lo scopo è quello di motivarli.

Alcuni di questi speech sono diventati cult, come quello che lo scrittore americano George Saunders ha tenuto ai laureati della Syracuse University nel 2013: “eccedete in gentilezza“.
Questa frase mi ha fatto capire che la gentilezza è necessaria ed è alla portata di tutti. Continua a leggere ““Eccedete in gentilezza”: la mia riflessione sullo speech di George Saunders”

Mai abbastanza grande per mamma e papà: crescere non era nei piani

È successo: ho firmato un contratto di lavoro, di quelli seri.
Niente stage, niente collaborazioni esterne: sono una dipendente con uno stipendio e un orario fisso. E faccio pure il lavoro che mi piace.

Una favola che si avvera, non trovi?
Non per tutti, perché io non sarò mai abbastanza grande per mamma e papà.
Nonostante stia per andare a firmare un altro contratto serio (convivenza in affitto!).

La verità è che crescere non era nei piani, e il fatto che il processo sia in atto già da qualche tempo non ha reso le cose più semplici.
Al contrario: siamo in piena crisi!

Quindi, questo articolo è per te: studente che ha scelto un percorso di studi lontano da casa, lavoratore che si trasferirà all’estero o genitore in panico completo.
Con questo Zoom Mate voglio farti sentire meno sol*, farti capire che “è una giostra che va! Questa vita che, gira insieme a noi e non si ferma mai!” 🎵🎶 Continua a leggere “Mai abbastanza grande per mamma e papà: crescere non era nei piani”

Il fotoreporter dell’anima: “Orfeo” di Marco Stocco

Le mostre d’arte sono sempre luoghi ideali dove cercare nuovi punti di vista, sopratutto quando si tratta di arte contemporanea e c’è la possibilità di conoscere l’artista e la sua visione, oltre che attraverso le sue opere, anche tramite le sue stesse parole.

Quando Raffaella Ferrari, la critica d’arte, mi ha invitato al vernissage della nuova mostra che ha allestito a Bologna, sapevo che si sarebbe trattato di qualcosa di sorprendente e inconsueto.
E, infatti, non sono rimasta delusa.

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